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- TECNICA DELLO
SCI NORDICO
La tecnica
dello sci di fondo ha sempre avuto come base alcuni gesti
assolutamente naturali, infatti i primi sciatori non
usavano il passo alternato e non scivolavano sulla neve
come quelli di oggi, ma dovevano compiere un movimento
simile a quello della camminata o di chi va in
monopattino.
- Quando,
verso la fine del 1800, fu introdotto l'uso dei due
bastoncini, il passo fondamentale diventò quello
alternato.
Varianti a
questo passo possono venire considerate altre due
andature oggi poco usate, il Passo Triplo e il Passo
Finlandese, nate dall'esigenza di non perdere la
coordinazione in tratti in cui la pista presentava
difficoltà nell'appoggio dei bastoncini, dovute a
carenza nella battitura e nella tracciatura dei percorsi
non essendoci, in quegli anni, i mezzi battipista di
oggi.
L'evoluzione
della tecnica è stata determinata soprattutto dal
miglioramento della battitura delle piste, quale che sia
la situazione atmosferica, dal miglioramento dei
materiali (sci, scarpe attacco, bastoncini, tute,
scioline) oltre che, naturalmente, delle nuove metodiche
di allenamento che permettono di avere degli atleti
sempre più preparati dal punto di vista
psicofisico. Si è arrivati così ad un
notevole aumento della frequenza nell'esecuzione dei vari
passi fondamentali dello sci di fondo eliminando quelli
in cui maggiori erano le pause tra una azione propulsiva
e l'altra.
- In
pratica pur mantenendo i gesti con la necessaria ampiezza
è aumentata la frequenza ottenendo un'andatura
senz'altro meno coreografica che non in passato, ma
più semplice, economica e quindi più
efficace quale che sia il passo adoperato.
In questi
ultimi anni il fondo è cambiato moltissimo e la
rivoluzione che lo ha investito ha riguardato la
preparazione fisica ma soprattutto l'aspetto tecnico,
tanto che oggi accanto alla tecnica tradizionale, che
vanta secoli di storia, abbiamo un'altra
specialità: la cosiddetta tecnica libera o del
pattinaggio. Vediamo di ricostruire la storia di questi
ultimi decenni.
Lo sci di
fondo è cambiato molto poco fino al 1974, anno dei
campionati del mondo di Falun in Svezia. In questa
occasione c'è stato l'avvento dei primi sci
costruiti con materiale sintetico al posto del legno, che
permettevano una velocità maggiore. Due anni dopo
a Seefeld, durante le olimpiadi del 1976, l'Adidas
presentò la scarpa con l'attacco che superava di
poco la larghezza dello sci. La conseguenza fu minor
attrito e più velocità, maggior importanza
pertanto nell'uso delle braccia. Contemporaneamente
miglioravano i mezzi battipista che diventavano sempre
più perfezionati. Piste battute più larghe
e levigate, sci più veloci, atleti più
preparati fisicamente hanno fatto sì che la
velocità di gara aumentasse in maniera
consistente, tanto da rendere poco efficaci i passi
tradizionali nelle parti pianeggianti dei
percorsi.
Alcuni
atleti hanno intuito prima degli altri la
possibilità di adottare in questi tratti una nuova
andatura che consiste nel coadiuvare la spinta delle
braccia con il lavoro di una gamba effettuato
posizionando uno sci obliquamente rispetto alla direzione
di marcia per eseguire un passo come nel pattinaggio. Il
finlandese Siitonen fu il primo e il più convinto
sostenitore di questo passo, tanto che nei paesi di
lingua tedesca viene chiamato "Siitonen Shritt" che
significa passo Siitonen. Gli scandinavi, che hanno
considerato questa andatura come un sacrilegio perpetrato
contro le immutabili (secondo loro) leggi dello sci di
fondo, lo hanno definito come Marathon step o passo del
corridore di lunghe distanze. Certo che una cosa è
sciare nelle gare popolari, un'altra cosa era la tecnica
da adottare nelle gare di coppa del mondo, che per
regolamento devono svilupparsi su percorsi molto ondulati
e con pochissimi tratti pianeggianti. In questo campo il
vero padre di questa tecnica è stato l'americano
Bill Kock. Già alle Olimpiadi di Seefeld nel 1976
durante la gara di 30 Km, per un improvviso aumento della
temperatura, quasi tutti gli atleti accusando problemi di
"tenuta" nella parte finale della gara ricorsero al passo
di pattinaggio. L'americano Kock, che più degli
altri si era allenato su questa nuova tecnica
arrivò secondo.
Solo dopo
il 1980 però quasi tutti gli atleti iniziarono ad
usare sistematicamente questa andatura. Naturalmente Bill
Kock riuscì ad ottenere una medaglia di bronzo a
Oslo nel 1982 ed a vincere addirittura la Coppa del mondo
nel 1983. Quando però tutti ebbero il tempo di
adeguarsi al nuovo modo di sciare, Kock perse il
vantaggio che aveva ed ebbe difficoltà ad arrivare
tra i primi venti nelle gare importanti.
Essendo,
nel campo delle prove nordiche, le regole ben in mano
agli scandinavi, ci fu subito un movimento tendente ad
abolire o perlomeno a limitare l'uso di questa nuova
andatura. Si arrivò così alla proibizione
del pattinaggio negli ultimi 200 metri delle gare ed alle
prime squalifiche. Famosa quella di Aunli (norvegese) che
pattinò gli ultimi 200 m. nella 15 Km delle
Olimpiadi di Sarajevo. Fin qui comunque il ruolo del
nuovo modo di sciare era ancora marginale e gli atleti
adoperavano sci sciolinati normalmente.
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Fu
nella primavera del 1984 dopo le Olimpiadi di Sarajevo
durante alcune gare della Polar Cup effettuate in
Scandinavia che alcuni atleti (Wassberg - Aunli - Swan -
Braa) dominarono letteralmente le gare a cui presero
parte usando sci preparati solo con paraffina di
scorrimento ed adottando su tutto il percorso il passo di
pattinaggio eseguito in diversi modi a seconda della
pendenza dei tratti di pista. Nell'ambito di questo
circuito di gare De Zolt partì per la prima volta
senza sciolina di tenuta e gareggiò esclusivamente
con i passi della nuova tecnica. Si trattava di una gara
effettuata a Kemi nel nord della Finlandia alla fine di
marzo del 1984 e della lunghezza di 10 Km. Il percorso
era pianeggiante e gli unici passi adoperati furono la
spinta di braccia ed il pattinaggio con una sola gamba
(Marathon step). Per la cronaca vinse il norvegese Aunli
davanti a Maurilio.
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- L'anno
successivo la tecnica libera, basata prevalentemente sul
passo di pattinaggio, eseguito in diversi modi e senza
dover ricorrere alla sciolina di tenuta, ha soppiantato
completamente la tecnica classica il cui passo base
è l'alternato. Ai campionati del Mondo di Seefeld
1985 tutti i primi 50 classificati in ogni gara hanno
adottato esclusivamente la tecnica libera. Dopo Seefeld
c'è stata una spaccatura tra i sostenitori della
tecnica libera e quelli della tecnica classica. Come
spesso succede, e dopo essere passati da una discussione
all'altra, per accontentare un po' tutti si è
arrivati ad una soluzione di compromesso: al Congresso
FIS di Vancouver infatti è stato stabilito di far
disputare le gare di coppa del Mondo, Campionati del
Mondo ed Olimpiadi, metà con la tecnica classica e
metà con la tecnica libera.
- Dopo
anni dall'applicazione di questa regola e dopo che lo
skating è entrato, di diritto, a far parte delle
tecniche dello sci di fondo, si può osservare che
mediamente i migliori atleti di una specialità
sono risultati i migliori anche nell'altra, e che atleti
alcuni forti nella tecnica classica non si sono
dimostrati altrettanto forti in quella libera
evidentemente per carenze tecniche. Forse proprio per
questo motivo le varie squadre nazionali hanno sino ad
ora evitato di creare atleti specializzati in una delle
due discipline, anche se si effettuano allenamenti
differenziati per le due specialità.
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- Infatti
è consigliabile indirizzare uno sciatore, che
voglia dedicarsi allo skating, anche verso una
preparazione che comprenda l'acquisizione di una certa
dimestichezza con i passi tradizionali: questo tipo di
allenamento permette un più armonico sviluppo
della masse muscolari interessate nella pratica dei passi
di pattinaggio.
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