

|
Utilizzo
delle scioline
|

|
|
LE
SCIOLINE
Spesso quando
si parla di sciolina si è portati a pensare ad un
accorgimento tecnico per rendere gli sci più veloci e
scorrevoli e quindi da considerare come un optional
riservato agli agonisti.
Non
c'è niente di più sbagliato, infatti, nello
sci di fondo quando si dice sciolina s'intende "sciolina di
tenuta", cioè un particolare composto che, una volta
applicato sotto gli sci, permette lo scorrimento in avanti
garantendo una buona presa sulla neve durante le
salite.
I fiocchi di
neve conservano per un po' la loro struttura cristallina: la
perdono dopo una lunga permanenza al suolo o in seguito
all'esposizione al calore solare. Dopo un certo periodo di
tempo, essi diventano più voluminosi e pesanti.
Quando caricate il peso sulla parte centrale di uno sci
sciolinato nel modo corretto, le aguzze sporgenze di
ghiaccio dei fiocchi penetrano nella sciolina e trattengono
momentaneamente lo sci. Questo legame tra sciolina e neve si
spezza quando lo sci viene scaricato. L'arte della
sciolinatura consiste dunque nel trovare la sciolina che sia
adatta alla temperatura e alle condizioni di neve
prevalenti.
Il campo di
temperatura entro il quale può essere usata una
sciolina è facilmente individuabile, oltre che dalla
dicitura impressa sugli stick e sui tubetti, anche dal
colore: si parte dal giallo, per quella più calda,
per arrivare al verde che identifica la sciolina più
fredda, passando per l'argento, rosso, viola e blu. Se
consideriamo che ad ogni colore si aggiunge una super, una
extra e una special più altre varianti, e che le
scioline possono essere mischiate o sovrapposte tra di loro,
si capisce quanto sia problematico per il principiante
azzeccare la miscela giusta.
Per scegliere
la sciolina giusta si deve perciò esaminare la neve,
considerare la temperatura e l'umidità dell'aria,
valutare queste informazioni e, quindi, con l'aiuto di una
tabella o delle istruzioni che si trovano stampate sulle
confezioni di sciolina, scegliere quella da applicare.
La zona di
spinta di uno sci su cui applicare la sciolina di tenuta,
parte circa da dove viene appoggiato il tallone e si estende
per una lunghezza di circa 30/50 cm verso la punta. La
lunghezza dipende, oltre che dall'abilità dello
sciatore, anche dalla conformazione del terreno; ad es. su
un percorso con molte salite la zona di spinta deve essere
più lunga.
Esistono due
categorie di sciolina di tenuta: dura in stick, adatta a
condizioni di neve nuova, farinosa e asciutta, quando
cioè la neve non ha subito trasformazioni; sciolina
klister, in tubetti tipo dentifricio, molle e
appiccicaticcia, per neve vecchia, umida, ghiacciata,
granulosa e primaverile, e quindi per neve che, con il
passare del tempo, ha subito trasformazioni e si è
sgelata e rigelata più volte.
Scioline di
tenuta in stik
L'applicazione
delle scioline in stick viene effettuata tenendo lo sci
leggermente inclinato e strofinando la sciolina sulla
soletta , che deve essere asciutta, "tirandola" poi con la
palma della mano, oppure con appositi tamponi di sughero o
materiale sintetico, nei due sensi punta-coda coda-punta.
Generalmente per raggiungere la quantità giusta
è preferibile sovrapporre più strati leggeri a
uno più spesso.
Scioline di
tenuta in tubetto - klister
L'applicazione
delle scioline klister viene effettuata depositando dei
piccoli cordoncini, a zig zag o a spina di pesce, a destra e
a sinistra della scanalatura per poi tirarla con l'aiuto
dell'apposita spatolina di plastica presente in ogni
confezione. Questa operazione va effettuata possibilmente in
ambienti caldi, in quanto le scioline di questo tipo
(soprattutto quelle più fredde), tendono ad indurirsi
velocemente con il freddo rendendo difficoltosa
l'applicazione. In ogni caso si può usare l'apposito
ferro da scaldare con il bruciatore, oppure se ci si trova
in luogo attrezzato, si può usare il ferro da stiro
per scaldarla e rendere più facile lo stendimento,
badando a non fare fumare la sciolina e, soprattutto, a non
danneggiare la soletta.
Normalmente
la lunghezza della zona di spinta, quando si usa la klister,
è leggermente inferiore, di 10/15 cm, rispetto a
quando si usa la sciolina in stick.
Durante tutte
le fasi di sciolinatura con la klister si deve prestare
molta attenzione a che quest'ultima, essendo una sostanza
molto appiccicosa e difficile da rimuovere, non venga a
contatto con gli abiti.
La rimozione
e la pulizia degli sci dai residui di sciolina dovrebbe
essere un'operazione abituale, accurata ed eseguita ogni
volta che si va a sciare. Per prima cosa si cerca di
rimuovere la maggiore quantità possibile con un
raschietto, poi si può fare uso degli appositi
solventi liquidi. L'utilizzo dei comuni diluenti, sebbene
riescano a rimuovere la sciolina, non è consigliato,
in quanto l'azione chimica di alcuni loro componenti
potrebbero danneggiare gravemente la soletta.
|